venerdì 3 agosto 2012

Luglio col bene che ti voglio...

Amiche care, no, Dalia non s'è dimenticata di voi.  Ecco dunque, senza tanti preamboli , una lettera scritta a sua nipote Clorinda spedita proprio oggi in cui racconta velocemente il suo mese di luglio volato via.


Mia carissima nipotina!
So che sei in Alto Adige per qualche giorno e spero tu possa godere di un po' di fresco...
Luglio m'è scivolato via dalla vita come una saponetta, un'anguilla viva, un merluzzo (infatti a Milano si dece: scarliga merluzz...).
Ma pur passando come una meteora ha lasciato stascichi:
come t'ho accennato al telefono, la famiglia Craponi s'è allargata.  Ufficialmente fa parte della baracca certo Ratto, alias Pinco, Mao, Mimo e altri nomignoli che ci vengono così...tipo Birillo, Mostrincio, Pettola, Stronzetto e via dicendo.  Ti chiederai perché proprio Ratto, visto che non è topo, ma gatto...Ratto nel senso di veloce.
Il sopra menzionato era stato preso con riserva e cioè, nel caso Blob non lo avesse accettato e tra i due ci fossero state battaglie furibonde, l'avremmo restituito e invece, per ora, tra i due s'è creata una impensabile simbiosi.
Se nei primi giorni (è entrato in casa nostra il 4 luglio e mancava poco ai suoi 2 mesi), dicevo, se nei primi giorni, ai salti dei 42 chili di Blob, Ratto saettava sotto i mobili, ora non solo  stramazza
a panza all'aria e si fa leccare soprasottodavantidietro con aria beata, ma incita al gioco il suo mastodontico compagno facendogli agguati improvvisi e malmenandogli la coda.  Se nei primi giorni Blob si lappava la sua pappa con assurda avidità per paura che il gatto approfittasse di tanta abbondanza (prima che arrivasse Ratto la ciotola restava in ballo da mezzogiorno a tarda sera) adesso
accetta che il micio gli gironzoli intorno senza abbaiargli minaccioso e gli lascia sempre qualche chicco di riso soffiato affinché l'amico vada a pulire la ciotola per benino.
Se durante i primi giorni, in mia assenza, chiudevo il gatto nelle sue stanze per paura che un raptus del cane mi facesse trovare una scena terrificante al mio rientro, ora li lascio tranquillamente insieme poiché si stanno facendo sempre più amici. se dorme uno, dorme l'altro, se uno si sdraia pesantemente a prendere il fresco del pavimento, l'altro pure si sbatte sulle piastrelle che per altro sono della stessa tonalità del mantello rossastro (ho un gatto che si mimetizza e questo è stato veramente un incubo nei primi giorni: non lo vedi, capisci?)...insomma ora mi fido anche a lasciarli in casa da soli (sperando che Blob non vada a provare se è buona la cacca del suo compare, come ha fatto il secondo giorno di convivenza...ma credo  non gli sia piaciuta tanto, perché non l' ha più fatto , almeno sotto i miei occhi).  A proposito di cacca di gatto invece, l'altra mattina, partita con paletta apposita verso il retro del giardino con l'intento di scaraventare di là della rete (dove due metri di rovi infestano il confine con l'altro campo) una polpettina molliccia di Ratto, ho preso male le distanze e la direzione del lancio...infatti anziché catapultare la frittella oltre la siepe, l'ho spiaccicata sul fianco alto della roulotte che ovviamente ho subito ripulito con scopa di servizio (quella che c'è nel garage) per riguardo a Eliseo e Guendy che amano dormire nella dépandance...
Che altro raccontarti...ah già, ti avevo anche parlato della festa Country! Diciamo che se non ci fosse stata una grandinata pazzesca tra le 18.45 e le 19.45, sarebbe anche stata una festa riuscita. Lo avevano preannunciato il mal tempo, ma noi impavidi abbiamo sfidato il meteo e trac, eccoci castigati.
L'anno scorso c'era stata la nuvola di Fanzozzi che intorno alle 20 aveva scaricato acqua e il complesso Blues di Eliseo,  aveva dovuto abbandonare sotto i teloni ,amplificatori e batteria, quest'anno nel momento in cui si doveva iniziare a grigliare, giù acqua e grandine (un chicco grosso come una noce ha rintronato Wanda che si trovava insieme a me nella zona griglia sotto un telone che faceva acqua, anzi... grandine, colpendola tra la tempia e l'occhio).  Finalmente siamo riuscite a ripararci al chiuso facendoci passare una sedia dalla finestra del cesso, mentre Dante arrivava a chiudere la bombola  onde evitare che si saltasse per aria visto che la fiamma s'era spenta e il gas invadeva l'area...
Peccato che Socrate, scocciato di starsene rinchiuso in macchina con Blob, sotto il bombardamento della tempesta, appena i chicchi si sono trasformati in gocce, ha voluto tornarsene a casa e perciò non abbiamo preso parte alla ripresa della festa con balli e musiche country una volta smesso di piovere completamente.
Ma prima della grandinata ci sono stati i giochi di cui ti spedirò qualche foto:  ci siamo divertiti davvero e non siamo riusciti a farli tutti! La corsa dei sacchi è saltata. 
Socrate ha indossato lo stesso completino alla Jhon Wayne, io dopo varie opzioni (casacca cucita da me stile squaw, gonnellone con sottogonna tipo Signora del West) ho deciso per jeans e camiciola a quadrotti che non aiutava a nascondere i miei chili di troppo, ma chissenefrega, alla fine quello che importa è il cappello, e quello c'era.
Bene, ultima notizia è che ieri, in un momento di pausa PC in cui mi dedicavo alle attività bucoliche, a momenti mi toglievo un occhio con un ramo di rosa canina. Tutto succede in un secondo, come sempre e così se fosse andata male, avresti avuto anche la zia con l'occhio di vetro.
Tuo zio ha cominciato a dire che sono un pericolo continuo e pare sia stato in pensiero tutta la notte immaginandosi l'indomani in pronto soccorso con la moglie sguercia.  Ma come puoi constatare, scrivo e quindi tutto è rientrato, anche l'occhio.
Bene, il mese di agosto si preannuncia caldo e afoso come nel 2003, mi ricordo notti infuocate passate sugli scalini di pietra a mangiare gelato...speriamo non sia così, altrimenti sono destinata a recuperare quei due chili che ho perso mangiando melone al posto della pasta.
Ciao, cara, salutami Eulalio, Giobbe e tuo padre Alfonso.
Mi rifarò viva per il compleanno del tuo piccolo...
Un bacione.
Zia Dalia


P.S. Ho sentito tua sorella Pasquina che con prole e marito s'è accampata nella casa del padre in riva al lago...mi pareva di buon umore, unica nota dolente era che il padre in vacanza con voi non avrebbe cucinato per loro...ma ha subito riferito anche che lo stesso aveva lasciato in frizer molte pietanze solo da scongelare...che uomo d'oro Alfonso!

martedì 26 giugno 2012


23 giugno - primo sabato d'estate



Alleluia, Dalia ha tolto la zavorra...liberatasi del gesso venerdì, il sabato riceve cognato e nipoti che non vede da un bel po' di mesi.
La prima idea era  pranzare sotto la tettoia e  fare un bella grigliata all'aperto, ma sentito il caldo  portato dall'anticiclone Scipione l'Africano,  decide di preparare la tavolata in soggiorno e cucinare il meno possibile.
Il giorno prima della rimozione gesso (a proposito! vi ricordate che Eliseo aveva disegnato sul gesso una 500 col pennarello blu? Quando Dalia ha appoggiato il braccio sul lettino affinché l'infermiera le segasse la corazza con quella rotellina elettrica un po' inquietante...il dottore ha intimato all'infermiera di non rovinare il disegno perché lui ha proprio una 500 blu e desidera tenere la metà disegnata  per ricordo) dunque, stavo dicendo che Dalia, giovedì chiama il cognato per confermare l'invito e questi le dice che vuole fare una pasta al forno per l'occasione e allora Dalia lo frena subito: "Guarda Anselmo, la mia cucina è già calda di per sé ...se poi dobbiamo accendere per mezzoretta il forno...andiamo arrosto! Per il primo ho già pensato, ho i bigoli freschi del vicentino che farei con la luganega..."
"Ah, bene, bene...io volevo anche proporti un misto per  grigliata..."
"Anch'io ci avevo pensato, ma con questo caldo a mezzogiorno, Socrate che fa il fuochista, schiatta!
Pensavo, come secondo, di fare piatti freddi..."
"Bene allora ci penso io per il secondo! Magari preparo il vitello tonnato..."
"Ma no, Anselmo...non spignattare!"
"E allora porto dell'affettato...della bresaola, non preoccuparti!" e con quest'ultimo accordo si congedano.

Venerdì, dopo l'ospedale, Dalia e Socrate si recano al super mercato per fare la  spesa (il marito in genere aspetta paziente in macchina al posteggio, ma per l'occasione del braccino in convalescenza, si presta a spingere il carrello). Arrivati al banco della gastronomia, Dalia prende il ticket...ha davanti ben 5 persone e quindi, mollato il marito in attesa, scorribanda tra gli scaffali per portarsi avanti con la spesa.
Giunto il loro turno, Socrate insiste (oltre a una vaschetta di nervetti in barba al colesterolo) di prendere del vitello tonnato..."Sei porzioni abbondanti...-suggerisce all'addetto dietro il banco e Dalia  non è d'accordo (è convinta che il cognato lo prepari ) ma per non sembrare la moglie rompiballe, accondiscende.

La mattinata di sabato scorre veloce:  preparativi della tavolata in soggiorno,  centro tavola con fiori di melograno e lavanda, sugo alla luganega per i sopracitati bigoli vicentini, fine cottura dei pomodori in tecia (ricetta veneta), strudel  alla sopressa e asiago cucinato la sera prima e sistemato su piatto ovale, intrugli vari per stuzzichini come aperitivo etc. ...mentre Socrate, su direttive di Dalia, raccatta  biancheria stesa all'aperto, prepara il braciere per eventuale grigliata della sera e poi si abbandona nella sua sedia a sdraio per farsi una pipatina in santa pace asciugandosi il copioso sudore.

I parenti giungono in orario, giusto per l'aperitivo servito sotto la tettoia dopo aver scaricato in cucina
una valanga di leccornie (affettati vari, funghi, vini doc, insalatine pronte all'uso, un mare di vitello tonnato (!), due confezioni di misto per griglia, una torta ai frutti di bosco, uno "schisotto" = pane fatto in casa su antica ricetta veneta (questi ultimi due confezionati  dalla nipote Clorinda) e una scorta di buon tabacco da pipa per Socrate, visto che Anselmo ha smesso di fumare e una sua conoscente gliene regala ancora ogni tanto...
Il pranzo fila via liscio e si conclude col dulcis in fundo, a cui partecipano su ivito di Dalia, Wanda e Dante.

Dopo il caffè, tutti all'aperto (ma si stava meglio in casa) e Clorinda con il figlioletto Giobbe si scatena in creazioni magiche di bolle di sapone.
Più tardi Anselmo schiaccerà un breve pisolino, Wanda e Dante ritornano alle loro faccende, Eulalio e Socrate fumeranno sotto la tettoia e qui il padrone di casa toccherà i tipici argomenti (militare con generale, lavoro e strategie di vendita, willys e motori) mentre Clorinda, Dalia e Giobbe si daranno alla raccolta di prugnoli districandosi tra rami stracarichi e scatti fotografici per immortalare l'attimo.


Nel pomeriggio si alternano brevi scorazzate con jeep, visita alla stalla dei confinanti, corse nel campo con areoplanino, tiri al pallone, ancora bolle di sapone, visione di filmati dei matrimoni dell'anno scorso, raccolta di fiori campestri e lavaggio piatti.

Come sempre la preparazione per il barbecue viene fatta in ritardo, ma fa caldo e nessuno ha un gran appetito per tutto quello che si è ingurgitato a pranzo.
Tavola sotto tettoia pronta, rivisita di alcune pietanze pro aperitivo mentre Socrate si destreggia con salsicce e braciole.
Di solito Dalia avvicina al braciere, il tavolino in ferro battuto ove appoggiare un largo piatto, forchettoni vari etc., ma poiché questa volta ha pensato bene di mettere  salsicce, spiedini e braciole nelle griglie doppie...in modo che si possano girare sulla brace senza fatica, non s'è posta il problema del tavolino...male fece perché una volta pronte le carni, Socrate accaldato si appropiqua al tavolo  con griglia doppia gocciolante e fumate e sì, chiede aiuto a Dalia che tenta di aprirla con una mano (la sinistra le duole ancora) ma con risultato scadente e una volta capito come si faccia a sganciare l'aggeggio, una bella salsiccia aperta in due scarliga per terra...tra le risate di tutti per l'imbranataggine dei due, ma Socrate esce con la sua frase mitica: "Si vede che non avete fatto il Vietnam...Rambo la mangia"
e raccattata la salsiccia se la mette nel piatto, mentre nello stesso istante sfugge dalla griglia un'altra salsiccia succulenta che rotola dalla panca sulla ghiaia e allora Dalia per non essere da meno: "Come moglie di Rambo, questa la mangio io! "
Dalia non sa se "Rambo" ha ingerito anche qualche corpo estraneo  insieme alla salsiccia...lei dal suo piatto ha tolto con nonchalance due peli di cane...

E' da domenica che Dalia e Socrate fanno almeno un pasto di vitello tonnato (e ne hanno dato anche 2 porzioni a Wanda e Dante)...per concludere direi che il detto milanese "Te gh'ee l'oeucc pussee grand del boeucc =  " hai l'occhio più grande del buco (dello stomaco)"  ci sta proprio a fagiolo...
  




venerdì 15 giugno 2012

                                                             Dalia tra le nuvole

  
Ballata


I colori di mio padre negli occhi
le lettere di mia madre nella mente
mia sorella nel cuore.

Prenderò un sacco con poche cose:

il sorriso dei miei bambini
il tuo primo bacio
e una lettera d’amore.
Poi con le ali ai piedi volerò via.

Serve poco per andare in paradiso.



                           
                         
                  (Ascoltando Bob Dylan)








                                                            
                                                                          

lunedì 4 giugno 2012

Ricordando e ridendo…
4 giugno 2012 

Dalia, bigodini e casco fai da te, con la mente torna al giugno 2011…
Dalle sue “Lettere nel tempo” ecco cosa ha ripescato:

E-mail spedita alla nipote Pasquina in merito alle direttive  
Cerimonia  Wanda e Dante
ore 11.

1 giugno 2011

Carissima Pasquina,
per il giorno delle nozze, vi pregherei, se non avete pisciatine impellenti, di recarvi direttamente alla chiesa…a meno che non arriviate tra le 9.30 e le 10.10…intervallo tra fotografo e chiusura abitazione ( io devo recarmi in chiesa con Dante alle 10.25)
Ci sarà un bel daffare e  sarò nel pallone…perché, come sai bene, c’è chi sa dirigere dalla poltrona di comando e c’è chi opera…
Dalle 9 alle 9.30 avremo qui il fotografo che prima di recarsi dalla sposa, immortalerà lo
sposando nella vestizione (comincerà dalle mutande?) e poi scatterà qualche quadretto famigliare (il che vuol dire che alle 9 dobbiamo essere già tutti vestiti e calzati). Ci saranno qui già dal giorno prima Eliseo e Guendi…
Eliseo dovrà andare tra le 9.30 e le 10 alla chiesa dove ci sarà il fiorista che addobba e che appunterà sulla 500 coccarde floreali (la 500 porterà gli sposi al ristorante) inoltre
dovrà farsi consegnare  il bouquet che Dante  consegnerà alla sposa davanti la chiesa.
Alla 500 aggiungeremo anche palloncini bianchi che saranno da gonfiare al momento e
di primo mattino io addobberò il cancello con nastri.
Nel frattempo saranno in arrivo i veneti da quel di Schio che oltre a cassettine colme di primizie dell’orto confezionate da Lionella (moglie di Leone) porteranno la sopressa su nostra ordinazione (il tutto da sistemare in frigo)…ah, ci sarà anche quella di piccole dimensioni che hai voluto tu per i tuoi suoceri…quest’ultima la metteremo in macchia accuratamente impacchettata e ti verrà consegnata al momento opportuno (ricordatene!)
Il Blob sarà sempre alla catena onde evitare che lasci la sua  zampata affettuosa a ospiti in arrivo o che ci lecchi la faccia, ma prima di partire tutti definitivamente per la cerimonia, dovrà essere chiuso in casa per evitare che in preda a senso d’abbandono  strappi tutto, scavalchi la staccionata e seguendo la scia col suo potente fiuto...non ce lo vediamo girare tra in banchi... (dopo la cerimonia, lo andremo a recuperare).
Dante verrà condotto alla chiesa dal padre con la jeep Willys, (mi sembra ovvio!)…poi, lasciato lo sposo, Socrate riporterà la jeep a casa e tornerà con la lancia kappa…insomma ci sarà un via vai frenetico e tutto dovrà andare ad incastro.
Mi chiedi se devi fare delle foto particolari…non saprei cosa suggerirti…peccato che non ci saranno tanti cappellini…quelli del matrimonio regale del 29 aprile u.s. erano spassosissimi…la tua idea di fotografare le scarpe…mi pare originale (ma fanne anche di quelle  normali, so che sei brava).
E allora, mia cara, vi aspettiamo e speriamo che non piova!
BACIONI





RISPOSTA DI PASQUINA

Ammazza, buona fortuna! Ti conviene distribuire un copione dettagliato a tutti gli…attori, se no finisce che Dante porge il bouquet al Blob, Wanda viene chiusa in casa al posto del cane, il Blob si mette alla guida della Lancia, lo zio va dal fiorista e arrivato si chiede “mo che devo fare?”, tu prendi la sopressa e ti siedi nell’ultimo banco della chiesa a mangiarla, quelli di Schio vengono legati alla catena, Guendi prende la 500 e torna a Milano, Eliseo si mette la coccarda floreale tra i capelli, il fotografo fotografa scarpe e il prete scappa con la jeep.
Poi noi arriviamo e andiamo al ristorante dove tra l’altro si possono fare tutte le pisciatine che vogliamo!

In bocca al lupo! 

giovedì 31 maggio 2012


Come andare al…gesso


E’ un periodo in cui Dalia si sente svogliata. Ha tante idee per la testa, ma con la scusa
che è caduta e s’è fratturata il polso sinistro, rimanda al domani.
È un po’ che rimugina…non c’è il due senza il tre…quest’inverno è caduta sul ghiaccio
per fotografare la luna che tramontava (riportando una dolorosa ammaccatura là dove non picchia il sole e che a volte le fa ancora male)…pochi giorni fa è scivolata o inciampata su una pietra  tra l’erba, mentre stendeva il bucato…e s’è rotta il polso…ma una volta rimosso il gesso, camminerà a piccoli passi, guardinga…calcolerà l’altezza degli scalini…si munirà di bastone per camminare lungo i sentieri? Povera Dalia, a volte si sente un po’ rinco.
Ma conoscendo la sua indole fanciullesca, rimosso il gesso, correrà col cane nell’erba alta ricresciuta nel frattempo, s’inoltrerà nel bosco tra sterpi e rovi seguendo qualche percorso forse di capriolo o gatto selvatico con la speranza (più che altro un sogno) d’immortalare l’animale con la sua digitale sempre al collo…e tutto ciò potrebbe  dimostrare che i  proverbi spesso sono veritieri.
Sono trascorsi già 14 giorni, ridendo e scherzando (?!?) e ormai il gesso fa parte di Dalia…oggi ha escogitato anche il modo di salvarlo da spruzzi di salsa o peggio: ha preso una vecchia calza grigio scuro, se l’è infilata su per il braccio e poi ha tagliato la punta da cui le quattro dita  si possono destreggiare e inoltre ha liberato anche il pollice con un buco a parte…perfetto!  L’idea di tornare dall’ortopedico che l’ha ingessata con il  lavoro dello stesso tutto imbrattato, le dava fastidio. Forse il figlio Eliseo (che verrà a trovarla per il raduno delle 500) vorrà disegnargli sopra proprio una mitica 500 e  un disegno ci  può anche stare…
Socrate s’è dato da fare volenteroso i primi giorni, ha persino preparato soffritti sedendosi al tavolo di cucina, tutto impegnato con la mezzaluna…ha lavato il piatti una sola volta …(perché Dalia ha constatato che fa meglio lei con una sola mano…) tuttora sbuccia la frutta alla mogliettina impedita, ma Dalia che ama il detto “chi fa da sé fa per tre”,  se appena appena ce la fa a sbrigarsi da sola, non chiede aiuti. Sì, certo  non può  svitare e avvitare i barattoli,  la moka…  non può far sforzi col braccio sx…non può guidare, zappare, non si allaccia il reggiseno…ma riesce a fare tutte le faccende di casa come prima, diciamo un po’ alla “carlona,” ma ce la fa.
Ancora 22 giorni, pensa Dalia, cosa vuoi che siano! Spera soprattutto che una volta finito il periodo dell’ingessatura, il polso non le rimanga inchiodato…dopo aver sentito pessime esperienze a destra e a manca…Dalia rimane un po’ perplessa…proprio ieri all’ufficio postale ha ascoltato la storia  di una signora che era stata ingessata e poi le era rimasta la mano storta…e poi un’altra che ha dovuto farsi rompere di nuovo, quell’altra che non piegava più il polso…
O Signur! Sperem in ben! (E Dalia fa gli scongiuri).


martedì 17 aprile 2012

                   


Ultimi colpi di coda dell'inverno -
Aprile 2012



                  Già prima di Natale, Dalia ha messo il
                  "magico scaldaletto" sotto il lenzuolo del
talamo...
E’ un piacere spogliarsi al freddo  e poi stendersi nel tepore del letto.
Questa per Dalia è la nota più allettante del rituale notturno.
Socrate l’anticipa sempre di qualche minuto, mentre lei sistema i suoi indumenti sul calorifero per trovarli caldi la mattina dopo.
Eccolo il consorte, già sotto le coperte, supino…Dalia ne scorge solo il naso e il berretto di lana con pon pon che Socrate si cala in queste rigide notti  sul cranio  (del resto quella parete della camera è veramente fredda e infatti Dalia ha staccato la testata del letto di almeno venti centimetri dal muro).
Dalia scivola sotto le coperte e Socrate allunga la sua mano gelida per darle il benvenuto.   -Dio santo! Sei di ghiaccio!-grida Dalia.
Socrate ritira la mano.
Il televisore acceso (ormai anche questo è un rituale) diffonde parole, parole parole che aiutano Dalia a trovare la strada per dormire, ma questa notte le viene in mente una scenetta che le ha raccontato una sua amica al telefono nel pomeriggio:

“Ieri  notte, come il solito ho fatto tardi…sai che non ho mai sonno e tiro magari le 3 o le 4 a leggere o a guardare qualche film…in queste notti  fa freddo e vado a letto con un paio di calzettoni di lana. Cerco di non svegliare mio marito, ma mi sente e dice: ”E’ quasi mattina…”  Di  solito lui si gira sul fianco verso la sponda, questa volta invece allunga le gambe  verso di me…io son gelata, lui  è bello caldino…così, furtivamente mi tolgo i calzettoni e metto i piedi tra le sue cosce…e  improvvisamente mi viene da ridere e  non riesco  più a smettere e lui  mi chiede:  “ Cosa c’è? Perché ridi? Sei impazzita? Fa ridere anche me…”
Ma era così convulsa la risata, che non riuscivo a parlare…sai quando ridi e non riesci più a fermarti…non sono riuscita a spiegargli il perché…”
-E qual era il motivo?- le chiede Dalia  e l’amica  cominciando a ridere: - Mi ero detta: questo è il sesso a settant’anni…adesso ci basta togliere  i calzettoni…”

Dalia gira il viso verso il marito  e s’accorge  che lui la sta guardando con occhio languido: -Sei bellissima…- le dice e lei vedendoselo a venti centimetri  con quella specie di papalina calata fino alle sopraciglia, a fatica trattiene una risata…(come fai a ridere in faccia a un marito che dopo tanti anni di matrimonio ha il coraggio di farti un complimento così…mentre tu sei consapevole di tutto lo sfacelo del tuo viso e del tuo corpo…)
-Eh…bellissima…da vicino ci vedi poco, questa è la mia fortuna!-  sussurra Dalia e gli manda un bacino. 

            

lunedì 16 aprile 2012



Pasqua, pasquetta...volate via spinte da un vento che sapeva più di marzo che di aprile.
Dalia non si lamenta per come sono trascorse le giornate, anzi ne è quasi compiaciuta...A tavola durante il pranzo, nessuna battutina di quelle velenose che a volte s'insinuano tra una portata e l'altra, nessun commento politico...nessuna luna di traverso.
Non così tranquilla è trascorsa invece la Pasqua della sua amica, la Giovanna...quella dei calzettoni...(ma questa è un'altra storia che vi racconterò magari domani)... Giovanna ha definito  la sua Pasqua "fantozziana"...

Giovanna, dunque, verso le undici e trenta del giorno di Pasqua è pronta per partire col marito, recuperare la cognata e incontrarsi con figlio, nuora e nipotino (due anni): oggi,  tutti con le gambe sotto il tavolo in un ristorante sulla riva del Ticino.  Il cielo è sereno, complice il vento che soffia forte  (sarà lui il colpevole dell'elettricità che crea scintille tra i coniugi Del Duca?).
Divise le postazioni nelle rispettive auto seguendo il volere del nipotino (voio nonni, voio  mamma, voio  papà) Giovanna si trova  nell'auto del figlio Enzo accanto al piccolo, mentre il signor Del Duca
è in compagnia della sorella nubile, tale Benita...(dal nome potete ben capire che non si parla di una ragazzina).
Le due auto si mettono in moto e fino all'uscita dalla città si seguono senza problemi.
Il luogo di destinazione, secondo le indicazioni è facilmente rintracciabile, ma nessuno dei due autisti c'è già andato e quindi si lasciano condurre dal "navigatore satellitare".
Il signor Del Duca mette in funzione il tom tom, il figlio si fa aiutare dal cellulare (ma come si faceva una volta?).
Dopo una ventina di minuti, seguendo  le direttive del proprio navigatore padre e figlio si perdono di vista e percorrono strade diverse che s'inoltrano nelle campagne tra pioppi e risaie...bel paesaggio, distensivo.
Squilla il cellulare (è il padre che chiama)  e il  figlio  non può rispondere per non perdere le indicazioni, così
Giovanna, appena terminano gli squilli...anzi, appena termina la musichetta...chiama il marito con il suo telefonino: -Non poteva risponderti...sta seguendo le indicazioni...-
-Vi siete persi?- domanda con inflessione sarcastica il Del Duca
-Non credo...stiamo facendo la strada che ci indica il navigatore...voi dove siete?-
-Io sono a un chilometro dal ristorante...-Giovanna percepisce il tono trionfante del marito (ma perché questa competitività col figlio anche per il navigatore?)
-Va bene, allora, aspettateci...anche noi dovremmo essere vicini...-
Dopo una decina di minuti finalmente l'auto del figlio raggiunge l'agriturismo: posto splendido, il fiume scorre
cristallino, gruppetti di famigliole fanno il pic nic sulla riva, il vento è sempre forte, ma rende l'aria pulita, sembra di respirare meglio...e il signor Del Duca dov'è?
Giovanna si prende la sua rivincita e lo chiama al telefono: -Dove siete? Vi siete persi?-
Il Del Duca borbotta intercalando qualche imprecazione:-Ah, non so...non ci sono cartelli...che strada mi ha fatto fare 'sto tom tom del cacchio...è tre volte che mi ritrovo nello stesso punto...-
-Ti passo tuo figlio, aspetta...- Giovanna porgendo il cellulare a Enzo trattiene a stento una gran risata.
Dopo un'altra decina di minuti, arrivano anche il signor Del Duca e Benita che accusa un po' di tachicardia e un'impellente bisogno della toilette (forse per il panico di restare imprigionata tra i canneti per  le feste pasquali?)
Finalmente si accomodano al tavolo prenotato e attendono di essere serviti. L'appetito non manca.
L'ambiente è bello ma il servizio lento e il signor Del Duca inizia a brontolare e a lamentarsi del cibo che decisamente non è in proporzione al costo, quindi una delle frasi che gli esce spontanea è: -Se andavamo dal cinese sotto casa, non ci perdevamo, non spendevamo tanto e avevamo già finito...-
Il nipotino dopo un quarto d'ora di obbligata seduta, comincia a correre tra i tavoli facendo amicizia con altri bambini fin che non ruzzola in terra e allora pianti e lacrime. Giovanna lo porta fuori per consolarlo.  Poi nell'attesa tra la prima e la seconda portata, il piccolo a gran voce chiede alla mamma "tetta, tetta" e questa, dopo un attimo di perplessità, spiattella uno dei suoi grossi seni fuori dalla camicetta, offre il capezzolo al bimbo  che dopo poche ciucciate,  placidamente s'addormenta sotto gli occhi sconcertati della vecchia zia e imbarazzati del suocero.
Giovanna approfitta della lentezza del servizio per scappare fuori,  respirare un po' d'aria e scrollarsi di dosso le continue lamentele del marito. Questi sono gli attimi più belli della sua Pasqua. Cammina lungo la riva del fiume, raccoglie qualche sasso bianco e levigato, respira quel vento che al sole è quasi tiepido e si lasia scompigliare i capelli. Oh, lei si sarebbe anche seduta sull'erba, magari anche sdraiata a prendere il sole se avesse avuto con sè un plaid...ma ritorna sui suoi passi promettendosi di restare calma.
Portano il secondo, il dolce,  saltano il caffè e l'ammazza caffè visto la lentezza del servizio, pagano e via.
Giovanna sale in macchina col marito, la cognata e partono.
Percorrono una strada poco larga che attraversa campi e pioppeti ed ecco che un'auto a gran velocità e zizagante arriva nel senso opposto e trancia via completamente lo specchietto della macchina di Enzo...Non sia mai detto, figlio di buona donna qua figlio di buona donna là, il marito inverte la marcia e si mette all'inseguimento del pirata che però (forse esperto della zona) fa perdere le sue tracce dopo poche curve e stradine, mentre Giovanna dà del pazzo al marito e Benita sgrana il rosario mentalmente.
Con le pive nel sacco padre e figlio riprendono la strada di casa. Il signor Del Duca  decide ci fare il percorso seguendo il suo intuito  e difatti si trova nella direzione giusta senza difficoltà, ma nel frattempo ha perso il figlio che probabilmente segue le indicazioni del cellulare ancora una volta.
Sono a due isolati da casa, quando un deficiente frena di colpo e il Del Duca (prima volta nella sua vita) incula un suv  che ovviamente non s'è fatto niente, mentre lui si ritrova un bel danno (meno male che c'è la Casco). Non sto a ripetere le maledizioni e le imprecazioni che il Del Duca lancia contro il vento che ancora infuria e alza la polvere dei marciapiedi milanesi.
Per concludere in armonia, decidono di andare a prendere un DVD al Blokbuster da vedere in compagnia di figlio e nuora, mentre Benita desidera essere accompagnata a casa perché vuole stendersi nel suo letto e ringraziare la Madonna per essere scampata ad un possibile fatto di sangue durante il rientro da una gita pasquale...  E' Giovanna che riporta a casa la cognata e qui c'è un altro piccolo inconveniente...si sente uno strano sfregolio proveniente dal televisore nuovo di pacca collegato dal marito la mattina...cosa sarà? Giovanna s'avvicina all'apparecchio, lo accende, lo spegne...lo sfregolio sparisce...meglio così...lascia la cognata,  sale in macchina del marito a cui non racconta la storia dello sfregolio e se ne torna finalmente a casa...ma il figlio? Dove sarà finito? Si saranno persi loro adesso? Chiama il ragazzo...no, tutto tranquillo:  il piccolo  svegiato dal pisolino, ha voluto  andare a giocare ai giardinetti...tra poco arrivano.
Bene, Giovanna infila le pantofole, si mette in libertà, si lascia andare in poltrona, chiude gli occhi...casa dolce casa.
Suona il telefono: spalanca gli occhi e pensa a Benita: non sarà saltata la TV insieme all'appartamento?
Risponde il marito:  Giovanna si mette calma...era uno che aveva sbagliato numero.

Bene, adesso rilassati Giovanna, la Pasqua di Pace e Resurrezione è quasi finita.